La convocazione era arrivata ieri pomeriggio alle 17:43, giusto in tempo per rovinarti la chiusura della giornata. Oggetto: "Allineamento progetto - urgente". Che poi urgente per chi.

Sei in sala riunioni. La stanza che puzza di microonde e di buone intenzioni fallite. Sei persone intorno a un tavolo che ne tiene dodici. Ognuno con il suo portatile aperto. Ognuno che spera che il WiFi regga perché il vero lavoro ti aspetta sulla scrivania.

Parte il giro di presentazioni. Perché, in una riunione con le stesse sei persone del martedì, qualcuno sente ancora il bisogno di dire "Ciao, io sono Marco". Marco, lo so chi sei. Ci vediamo ogni mercoledì da due anni.

Poi il conduttore proietta il PowerPoint. Diciannove slide. La terza è fatta solo di punti elenco. La settima ha una freccia animata. La quindicesima è un grafico a torta con tre fette quasi uguali. Parole tipo "sinergie" e "deliverable". Parole che dentro di te traduci: "non lo so, ma suona bene".

Arriviamo al punto otto del punto tre del sottopunto B. Qualcuno chiede: "Ma questo non era già stato deciso nella riunione del mese scorso?" Silenzio.

Nessuno lo ricorda. Perché nella riunione del mese scorso non era stata decisa una sega. Erano state spese cinquanta minuti per capire se spostare la call del venerdì al giovedì.

A metà della slide tredici parte la fase "chi fa cosa". Il momento più triste della riunione. Perché tutti sanno già che nessuno farà niente. Le action item vengono scritte in un documento condiviso che verrà aperto tra quindici giorni.

Qualcuno propone un'idea. Qualcun altro fa un'obiezione. Il conduttore dice "mettiamolo in parking lot". Come se esistesse un parcheggio delle idee buone da cui nessuno torna mai a riprendersele.

In mezzo alla noia cosmica, arriva il vero protagonista: la macchinetta del caffè in corridoio. Un gioiello di ingegneria che eroga un liquido caldo che somiglia al caffè più o meno come una riunione di allineamento somiglia al lavoro.

Fai il conto: sei persone, quaranta minuti cadauna, moltiplica per la paga oraria. Hai appena bruciato lo stipendio di un weekend. Per decidere che la prossima riunione la farai tra quindici giorni. Stessi orari, stessi posti, stessi punti all'ordine del giorno, zero progressi.

Esci. Torni alla scrivania. Hai diciannove mail non lette. Una è la convocazione per la prossima riunione. Oggetto: "Follow-up allineamento progetto". Il cerchio si chiude.

Che Dio ci salvi dal lunedì.

Della Redazione

ogni riunione inutile ha un costo nascosto che nessuno calcola mai.