Hai mai notato che per una call di 30 minuti con un cliente servono in media tre ore di preparazione interna? E che nessuno le mette mai a budget?

Facciamo due conti, che è meglio.

Tu ricevi la notifica. «Call con Cliente X, giovedì 11:00». Sono le 09:30 di martedì. Inizi la preparazione: apri il CRM, cerchi lo storico, non trovi niente. Scrivi a Chiara dell'ufficio tecnico: «Mi dai aggiornamento sul progetto di X?». Chiara risponde alle 16:47 (dopo tre solleciti) con un audio di 2 minuti. Lo ascolti. Non si capisce niente.

Alle 10:00 di mercoledì c'è la call preparatoria: tu, il tuo responsabile, Chiara e Luca del post-vendita. 45 minuti a parlare di cosa direte domani. Luca ha un'opinione, Chiara ha un'altra opinione, il responsabile media e decide di «approfondire in call». Non si approfondisce un cazzo, ma ora tutti hanno speso 45 minuti ciascuno.

Giovedì arriva il cliente. La call dura 28 minuti. Il cliente dice «ok, ci penso e ti faccio sapere». Fine.

Bilancio:

Totale tempo organizzazione speso: circa 5 ore e mezza, per una call che non ha prodotto niente. Moltiplica per 5 call a settimana. Il conto delle ore perse in preparazione supera quello delle ore produttive.

Il problema strutturale

Le call preparatorie nascono dalla paura di arrivare impreparati. Ma nella maggior parte dei casi sono un'assicurazione contro un rischio che non esiste: il cliente non si aspetta che tu sappia tutto a memoria. Preferisce che tu sia presente e sappia ascoltare.

Tre regole per rompere il ciclo:

Il costo nascosto delle riunioni interne per preparare riunioni esterne è un buco nero di produttività. Il primo passo per tapparlo è ammettere che esiste.

come uscire dal loop delle riunioni infinite.