L'imprenditore chiama Marco nel suo ufficio. «Marco, occupati tu del preventivo per l'azienda di Verona, fammi avere un riepilogo entro venerdi'». Marco annuisce, esce, e non ha scritto niente. L'imprenditore e' convinto di aver delegato. Marco e' convinto di aver ricevuto un'idea vaga. Venerdi' arriva, il riepilogo non arriva, e l'imprenditore bestemmia contro «i giovani che non hanno voglia di lavorare».

Benvenuto nel mondo della delega orale, la piaga dell'azienda tradizionale. L'imprenditore 'vecchio stampo' vive con la convinzione che dire una cosa equivalga a farla. Che parlare sia sinonimo di comunicare. Che se ha espresso un desiderio a voce alta, quel desiderio si materializzera' magicamente in azione.

Non funziona cosi'. Non ha mai funzionato cosi'.

Delegare senza un sistema e' come lanciare un messaggio in bottiglia: speri che arrivi a destinazione, ma nella migliore delle ipotesi finisce su una spiaggia sbagliata. Il collaboratore riceve l'input orale, lo interpreta come puo', lo inserisce nella sua gerarchia di priorita' (che non e' la tua), e spesso lo dimentica completamente perche' non c'e' un promemoria scritto.

Il risultato? Il preventivo che non arriva, il cliente che si offende, il 'a settembre ne parliamo' che diventa la tomba di un affare. E l'imprenditore che si convince che il problema siano i collaboratori, non il suo metodo di delega.

Ma c'e' una notizia buona: il rimedio e' semplice. Non serve un ERP da 50.000 euro. Basta uno strumento – anche un foglio di calcolo condiviso – dove ogni task abbia: chi lo fa, entro quando, come si verifica. Scrivere le cose, invece che dirle e sperare. Sembra banale, ma per l'imprenditore abituato alla delega orale, e' una rivoluzione culturale piu' grande del passaggio dall'analogico al digitale.

la patata bollente della delega a rimbalzo.