Esce oggi lo studio Groupama «Change Lab, Italia 2030» e la notizia e' questa: 7 italiani su 10 congelano le scelte finanziarie. Non «aspettano», non «valutano»: congelano. Mettano nel freezer emotivo ogni decisione che riguarda soldi, investimenti, risparmio, futuro. E lo fanno per un motivo semplice: per 1 italiano su 2 la finanza e' una lingua ignota.
Ora, se sei un venditore o un freelance, questa notizia non ti riguarda solo come italiano. Ti riguarda come bersaglio. Perche' quel cliente che dice «ci penso», che «si fa sentire», che «ne parliamo a settembre» — spesso non sta rimandando per strategia. Sta congelando per ignoranza. Non sa cosa scegliere, quindi non sceglie.
E tu resti li, col preventivo in mano, a chiederti perche' non risponde piu'.
Il congelamento non e' uguale per tutti
Lo studio distingue tre profili. Il primo e' il «Sopraffatto»: non capisce la differenza tra un fondo pensione e un conto deposito, allora chiude tutto e non fa niente. Il secondo e' il «Diffidente»: ha paura di essere fregato, rimanda perche' «tanto non ci si fida di nessuno». Il terzo e' il «Rimandatore seriale»: sa che dovrebbe fare, ha gli strumenti, ma trova sempre una scusa — e lo fa da anni.
Indovina quale dei tre e' il tuo cliente tipo? Esatto: tutti e tre, a seconda del giorno della settimana.
E qui arriva la parte interessante per te che vendi: il congelamento finanziario e' contagioso. Un cliente che congela le sue finanze personali probabilmente congelera' anche la decisione di acquistare il tuo servizio. Perche' il meccanismo e' lo stesso: paura di sbagliare + mancanza di informazioni chiare = paralisi.
Tre mosse per scongelare la trattativa
Se aspetti che il cliente «si informi da solo», hai gia' perso. Non lo fara'. Studiera' tre recensioni su Google, guardera' il prezzo del competitor, e finira' su Instagram. Risultato: «ti faccio sapere». Ecco come rompere il ghiaccio.
1. Riduci la complessita'. Il cliente non capisce perche' il tuo servizio costa X ne' cosa gli risolve esattamente. Non e' stupido: e' solo fuori dal suo vocabolario. Spiegagli il beneficio in una frase che capirebbe un bambino di 10 anni. Se non ci riesci, il problema non e' suo.
2. Dai un termine, non una scadenza. «Mi faccia sapere entro venerdi'» e' una scadenza. «Le mando il materiale entro domani e ci sentiamo lunedi' per due minuti» e' un termine relazionale. Il cliente congelato funziona a micro-step: ogni piccolo passo e' una vittoria contro la sua paralisi decisionale.
3. Usa la prova sociale, non il listino. «Gliel'ho fatto anche a [settore simile] e ha funzionato cosi'» vale piu' di dieci pagine di specifiche. Il cliente ignorante in materia cerca conferma sociale, non dettagli tecnici. Dagliela.
Come abbiamo gia' visto nella nostra guida al cliente che dice «ci penso», la paralisi decisionale si batte con micro-impegni, non con sconti. E se il problema e' che il cliente non sa nemmeno cosa chiederti, il «ne parliamo a settembre» non e' un rifiuto: e' un sintomo. Curiamo il sintomo, non il cliente.
Quello che lo studio non dice (ma noi si')
Lo studio Groupama parla di educazione finanziaria. Ma il problema e' piu' profondo: gli italiani non sono ignoranti in finanza. Sono spaventati di prendere la decisione sbagliata. Hanno talmente tanta paura di perdere che preferiscono non giocare. E questo, in un mondo dove le decisioni vanno prese in tempo reale, e' una condanna a restare fermi mentre gli altri corrono.
Il tuo compito da venditore non e' insegnare finanza al cliente. E' rendere la decisione cosi' chiara e sicura che il congelamento non abbia senso. Se offri una garanzia, mettila in prima pagina. Se hai un caso studio, mostralo subito. Se il cliente ha paura, normalizza la paura: «capisco che sembri tanto, facciamo un passo alla volta».
No, non funziona sempre. Qualcuno rimarra' congelato per sempre. Ma se anche solo 2 clienti su 10 si sbloccano per merito tuo, hai appena fatto meglio di una campagna di educazione finanziaria nazionale. E senza dover aspettare settembre.
Della Redazione